martedì 13 novembre 2018

4 novembre 2018: RestaurArte e la presentazione del progetto per il monumento ai caduti

NON SOLO UNA MOSTRA: LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI RESTAURO DEL MONUMENTO AI CADUTI OPERA DI JUVARA

Le manifestazioni del 4 novembre 2018 di Licodia Eubea, fortemente sostenute e volute dall'Archeoclub, che nell'ultimo anno ha lavorato ad una serie di appuntamenti e ad una mostra che ricorda gli anni della prima guerra mondiale, rientrano nelle iniziative che possono fregiarsi del logo ufficiale del Centenario della Grande Guerra, concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. 
La mattina del 4, nella giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, sono stati ricordati i 74 giovani di Licodia morti al fronte tra il 1915 e il 1918. Alla deposizione della corona di alloro presso il monumento ai caduti della città, sono intervenute le autorità, la cittadinanza, gli alunni delle scuole elementari e medie e l'Associazione Musicale Licodia Sinfonica "Paolo Costa". L'Archeoclub alle ore 19.00, ex chiesa di S. Benedetto e S. Chiara, ha presentato, nell'ambito di RestaurArte, il progetto di restauro del monumento ai caduti. La serata, apertasi con la lettura dei 74 nomi dei caduti licodiani, è proseguita con la proiezione del video che ha mostrato ai presenti il progetto di intervento sulla pregevole opera marmorea dell'artista catanese Salvatore Juvara. Le parole del presidente Giacomo Caruso e lo stesso filmato hanno reso noto l'intento  non solo di restaurare il monumento ma anche di realizzare un murale sul prospetto del "Palazzo Gurfolino" che ricordi l'antica chiesa dello Spirito Santo, che su quel luogo sorgeva, demolita sul finire degli anni '60 del secolo scorso. II murale, progettato dai due giovani artisti Michele Pio Barbagallo e Mikhail Albano, adiacente allo spiazzo in cui oggi è collocato il monumento ai caduti, assieme al restauro e alla sistemazione della piazzetta, rientra nell'idea di riqualifica dell'Archeoclub di questa importante parte del centro storico della città. Dopo l'intervento del sindaco del Comune di Licodia Eubea il dott. Giovanni Verga e dell'Assessore alla cultura Dario Tripiciano, si è assistito allo straordinario concerto di musica da camera dell'Oneiroi Quintet composto dai maestri Marco Badami, Filippo Di Maggio, Massimo Cantone, Paolo Pellegrino e Marco Salvaggio.

















giovedì 4 ottobre 2018

Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra - Stefano Vacirca

La mostra "Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra" cambia orari. 
Sarà possibile visitarla tutti i venerdì, sabato e domenica, dalle ore 18.30 alle 21.00.
(Ex Chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, Licodia Eubea) 


Nella foto una immagine di Stefano Vacirca e l'articolo a lui dedicato comparso sul Giornale d'Italia nell'edizione del 15 gennaio 1916. I due documenti sono tratti da www.14-18.it..

Il sottotenente "protetto dal favor delle tenebre…"


Anche ad Assisi il nostro giovane sottotenente siciliano Stefano Vacirca è ricordato. Il suo nome figura nella lapide commemorativa dei caduti del primo conflitto mondiale posta nell'ex poligono di tiro a segno della città umbra che poco prima dello scoppio del conflitto, per motivi lavorativi, lo aveva adottato. Stefano era nato a Licodia Eubea nel 1891 da Salvatore e Giuseppa Lo Presti. Mentre egli partiva per il fronte«animato dal più santo entusiasmo per la frontiera», la famiglia si trovava lontana, negli Stati Uniti d’America, come molti altri compaesani alla ricerca di un futuro migliore. Stefano, che godeva di particolare stima tra i superiori, era stato promosso da poco tempo sottotenente di complemento. Durante la terza battaglia dell’Isonzo Vacirca si era distinto conducendo una azione particolarmente pericolosa. La notte del 23 ottobre 1915 la quota 124 del Monte San Michele era stata conquistata finalmente con l'impegno determinante di Vacirca, «che, protetto come egli stesso scriveva ad un amico, dal favor delle tenebre, fu inviato con una pattuglia, alla conquista di una trincea nemica».
Il giorno seguente, mentre moltissimi altri soldati italiani morivano su quella cima, anche la giovane esistenza di Stefano Vacirca veniva stroncata sul San Michele da un colpo d’arma da fuoco alla fronte.